L’Aceto

Come leggere le etichette

L’ aceto più comune è quello di vino che nasce infatti dalla fermentazione del vino ad opera dei batteri del ceppo Acetobacter, che sono per il 90% simili ai batteri presenti nell’intestino. Per questo, una volta a contatto con la flora batterica intestinale, l’aceto svolge un’attività disinfettante, depurativa ed evita la formazione di depositi di scorie e di gonfiori. Inoltre, la presenza di sali minerali (tra i quali spicca il potassio) contribuisce a combattere la ritenzione e a prevenire la cellulite.

Non esiste solo l’aceto di vino, il più diffuso in Italia, abbiamo anche l’aceto di mele, sempre più diffuso, e altri aceti prodotti a partire da frutta e cereali.

In etichetta:

Verificare da che tipo di prodotto proviene la fermentazione (vino, frutta etc..); preferite l’aceto di origine biologica per evitare di ingerire le sostanze tossiche che si possono accumulare nei frutti trattati con sostanze chimiche.

Ad esempio se scegliete quello di mele, preferite quello prodotto da mele intere, e non da torsoli e bucce.

Va preferito l’aceto di mele dall’aspetto “torbido”, perché un aceto troppo chiaro e trasparente in genere è stato troppo raffinato e ha quindi perso gran parte delle sue virtù.

Salute:

L’aceto di vino ti sgonfia. In commercio più facile da reperire è sicuramente l’aceto di vino, bianco, rosso oppure balsamico: quest’ultimo nasce nelle province di Modena e Reggio Emilia da un complesso procedimento di lavorazione del mosto d’uva accompagnato da un lungo invecchiamento (si arriva anche a 10 anni) in barili di legno pregiato.

Va usato con moderazione: 100 g di prodotto contengono infatti 240 calorie!

A tavola:

C’è chi usa l’aceto in modo quasi automatico, preferendolo di gran lunga al limone per condire insalate e verdure, e chi invece non ne apprezza in modo particolare o per nulla il gusto aspro, oppure lo ritiene un alimento artefatto e poco salutare. In effetti, l’aceto è un “insaporitore” del tutto naturale che si ottiene grazie all’azione di particolari batteri che in presenza di ossigeno fanno fermentare l’etanolo contenuto nel vino rosso o bianco trasformandolo in acido acetico, la sostanza responsabile del sapore acidulo e pungente del prodotto finale.

Poco calorico (contiene mediamente dalle 5 alle 20 calorie ogni 100 grammi), l’aceto può essere un valido aiuto in cucina per dare brio ai piatti più semplici e per risparmiare su altri tipi di condimento più “pesanti”. Anche perché non esiste una sola tipologia di aceto, né di conseguenza un unico sapore, e questo ci permette di variare i sapori delle pietanze sulle quali viene utilizzato.

Ne bastano poche gocce.

Va detto che con l’aceto non si deve esagerare: in primo luogo perché l’aceto ha un gusto deciso e, usandone troppo, si rischia di “coprire” il vero sapore degli alimenti.
Inoltre, è bene sottolineare che l’abitudine a consumare molto aceto può – col tempo – scatenare acidità di stomaco e problemi digestivi.

a cura di Elisabetta Orsi
qistudio.it​

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