Confettura e Marmellata

Confettura e Marmellata
Come leggere le etichette

Marmellata o confettura? Se nel linguaggio di tutti i giorni si tende a non fare distinzione fra i due termini, definendo genericamente "marmellata " qualsiasi composto a base di frutta e zucchero, in realtà la differenza c'è, ed è sancita addirittura da una direttiva dell'Unione Europea.

È marmellata un prodotto a base di agrumi (limone, arancia, mandarino e, più raramente, cedro, pompelmo e bergamotto); si parla invece di confettura se si usa qualsiasi altro tipo di frutta (o addirittura, in alcune ricette, di verdura).

La differenza la fa soprattutto la percentuale di frutta usata per il preparato: deve essere almeno del 20 per cento per la marmellata, del 35 per cento per la confettura, del 45 per cento per la confettura extra. Esiste anche un terzo che prodotto che può essere chiamato in causa, la gelatina: è prodotta esclusivamente dal succo della frutta senza polpa o buccia.

 

 

Valori nutrizionali:

E’ chiaro che il valore nutrizionale dipende dal tipo di frutta contenuta, marmellate o le confetture non devono essere considerati assolutamente dei sostituti della frutta fresca, ma dei veri e propri dolci, ricchi di zuccheri semplici e per questo ideali per essere spalmati sul pane o fette biscottate, o in accompagnamento a yogurt o formaggi magri.

Le marmellate sono povere di proteine e prive di grassi. Per la loro ricchezza di vitamine, soprattutto vitamina A, B1, B2, e sali minerali (potassio, sodio, fosforo, magnesio, etc.) sono indicate per la prima colazione e per chi pratica sport.

La cottura prolungata fa perdere quasi completamente il contenuto vitaminico, soprattutto per quelle fatte in casa, dove i tempi di cottura sono più lunghi di quelli industriali. Confetture ricche di zuccheri rappresentano un alimento molto ricco di calorie, un cucchiaio, infatti, apporta circa 40 calorie. I mirtilli, le more e l'ananas apportano alle confetture un discreto tenore in fibra, prevalentemente sotto forma di pectine, e in parte come cellulosa proveniente da semi o bucce. Buono, inoltre, l'apporto in vitamine A e C e di flavonoidi. Gli zuccheri semplici presenti nelle confetture sono: il glucosio e il fruttosio, meno il saccarosio. La pronta assimilazione di questi carboidrati semplici offre un ottimo sostegno energetico per sforzi brevi e intensi e per l'attività psicofisica. Si tratta, tra l'altro, di un'energia immediatamente utilizzabile. Tra i sali minerali, il potassio è abbondante, il che spiega l'efficacia depurativa. Il calcio e il fosforo sono abbastanza presenti, mentre il sodio è scarso.

Le marmellate sono ricche soprattutto di emicellulose, digeribili più facilmente delle cellulose, grazie ai processi di idrolizzazione per riscaldamento che avviene nella preparazione delle marmellate.

Come i frutti da cui provengono, molte marmellate contengono salicilati, sostanze organiche che in individui predisposti possono scatenare reazioni allergiche, mentre per molti dei tipi più economici vengono utilizzati coloranti artificiali.

A tavola:

Il consumo delle marmellate dovrebbe concentrarsi soprattutto la mattina, durante la prima colazione, o per una merenda. Marmellate e confetture non sono certo alimenti ipocalorici, ma essendo prive di grassi non raggiungono nemmeno quei valori stratosferici che si potrebbero immaginare, mangiando a colazione non più di due cucchiai di questi prodotti, le calorie possono arrivare al massimo a 100.

La dieta italiana sconsiglia l'uso di marmellate con zucchero aggiunto: verificare l'etichetta nutrizionale del prodotto. In moltissime ricette industriali si aggiunge una notevole quantità di zucchero alla frutta per renderla più dolce e appetibile e per rendere competitivo il prodotto dal punto di vista commerciale determinando in modo considerevole l'apporto calorico complessivo, in quanto le proteine e i grassi sono veramente trascurabili in questa tipologia di alimento.

In etichetta:

Oltre a identificare la nomenclatura tra marmellata, composta, composta extra, leggere bene il frutto che compone il prodotto ma soprattutto la presenza di zuccheri aggiunti, conservanti o coloranti.

 a cura di Elisabetta Orsi
qistudio.it​

  


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