Il Vino

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Considerando la ricchezza e le proprietà nutrizionali, il vino, in una alimentazione funzionale, non è considerato come una bevanda ma impiegato come un vero e proprio alimento e medicamento.

Valori Nutrizionali:

Ha un alto contenuto in antocianidine, resveratrolo, saponine, acido gallico, composti fenolici e altre sostanze con azione antiaggregante piastrinica, ma anche vitamine B1, B6, B2, A e C, i Sali minerali citati e gli acidi organici, malico, tartarico, citrico di cui si arricchisce anche il vino.

 

Salute:

Per sfruttarne le molteplici azioni benefiche, se ne consiglia mezzo bicchiere a pasto nei soggetti sani, sempre d’ottima qualità e possibilmente di produzione artigianale, non pastorizzato e solo rosso.

Il vino rosso esalta le proprietà terapeutiche degli altri componenti aumentandone la biodisponibilità grazie alla presenza di numerosi catalizzatori biologici, come il ferro, il rame, lo zinco, magnesio, potassio, sodio. 

Le innumerevoli proprietà del vino ne fanno un alimento utile in diverse patologie come nel diabete, nelle ipercolesterolemie, nelle malattie cardiovascolari, nelle anemie microcitiche, nelle sindromi influenzali, nelle convalescenze, nel paziente oncologico, nelle sindromi ansioso-depressive, nei deficit di memoria, nel morbo d’Alzheimer.

Il resveratrolo è in grado di rallentare i processi d’invecchiamento cutaneo e i tannini contenuti nel vino rosso, infatti, fanno aumentare i livelli di serotonina nel cervello con effetto sedativo e antidepressivo.

Per la sua attività estrogenica e anti – osteoporotica è utilissimo anche nella donna in menopausa.

A tavola:

Il vino è fondamentale in alcune preparazioni; nei risotti ha una funzione di profumo, sapore e colore. 

Generalmente i vini bianchi vengono utilizzati per preparare zuppe, piatti a base di pesce e verdure, quelli rossi, invece, sono preferiti nella preparazione di carni, come gli stufati e i brasati. I rosati sono vini più trasversali: sono utilizzati sia per le ricette a base di carne che di pesce.

Nell'elaborazione di paste e risotti, ma anche di dolci e frutta. Invece, vengono indifferentemente usati rossi, bianchi e rosati. Anche gli spumanti trovano un buon impiego in cucina, basti pensare al famoso risotto allo spumante. I vini dolci e i passiti, infine, vengono tradizionalmente usati nella preparazione di dolci, macedonie di frutta e creme da dessert, anche se si sposano bene anche nelle ricette a base di carne. I vini liquorosi come Porto, Jerez, Madeira e Marsala sono prodotti molto trasversali: danno un tocco in più a zuppe e brodi e regalano profumi a soffritti e piatti a base di carne.

Il consiglio è quello di provarlo anche per sfumare il riso appena tostato durante la preparazione del risotto.

Nel scegliere il vino per le preparazioni è bene considerare sempre la natura piuttosto acida del vino. L'acidità del vino, infatti, non evapora e va ad aggiungersi ai sapori del cibo. Spesso, salvo eccezioni, è quindi necessario contrastare questa acidità e renderla più gradevole: è possibile aggiungere amidi e grassi, oppure aggiungere ingredienti con un elevato contenuto proteico (come le carni).

Utilizzare un vino rosso con molti tannini donerà un sapore aspro e astringente in una ricetta a base di verdure, che potrebbe quindi enfatizzare il sapore acidulo.

 a cura di Elisabetta Orsi
qistudio.it​


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